(1) Si continua ancora sempre lo stesso, ma specialmente questa mattina sono stata sempre a contendere col mio caro Gesù: Lui, che voleva continuare a mandare la grandine, come ha fatto nei giorni passati ed io che non volevo. Quando al meglio pareva che si preparava un temporale e dava comando ai demoni, che distruggessero col flagello della grandine parecchi punti. Nell’atto stesso vedevo che da lontano mi chiamava il confessore, dandomi l’ubbidienza che andassi a mettere in fuga i demoni, per non farli far niente. Mentre sono uscita per andare, Gesù si è fatto incontro, facendomi rivolgere indietro, io le ho detto: “Signore benedetto, non posso, perché è l’ubbidienza che mi ha chiamato e Voi sapete che io e Voi a questa virtù dobbiamo cedere, senza poterci opporre”.
(2) Allora Gesù: “Ebbene, lo farò Io per te”.
(3) E così ha comandato ai demoni che andassero in parti più lontane e che per ora non toccassero le terre appartenenti al nostro paese.
(4) Poi ha detto a me: “Andiamo”.
(5) Così siamo ritornati, io nel letto e Gesù accanto a me. Appena giunti, Gesù voleva riposare dicendo che era molto stanco, io l’ho arrestato dicendogli: “Chi sa che è questo sonno che vuoi fare? E poi, la bella ubbidienza che mi hai fatto fare, che vuoi dormire, questo è il bene che mi vuoi e che vuoi contentarmi in tutto? Vuoi dormire? Dormi pure, basta che mi dia la parola che non farai niente”. Allora, dispiacendosi del mio malcontento, mi ha detto:
(6) “Figlia mia, eppure vorrei contentarti, facciamo così: Usciamo insieme di nuovo in mezzo alle gente e quelli che vediamo che sono necessari di punire per le tante nefande azioni, -almeno, chi sa sotto il flagello si arrendessero-, e chi tu vuoi e quelli che sono meno necessari a punire e che tu non vuoi, Io li risparmierò”.
(7) Ed io: “Signore, grazie vi rendo della vostra somma bontà nel volermi contentare, ma con tutto ciò non posso far questo che mi dici, non mi sento la forza di mettere la volontà mia a castigare nessuna delle vostre creature e poi, quale strazio sarà del mio povero cuore quando sentirò che quel tale o quell’altro è stato castigato e che io ci abbia messo la mia volontà, sia mai, sia mai, oh Signore”.
(8) Dopo è venuto il confessore per chiamarmi in me stessa ed è finito.