MaM
Messaggio del 25 maggio 1990:Cari figli, vi invito a decidervi a vivere con serietà questa novena (di Pentecoste). Consacrate il tempo alla preghiera e al sacrificio. Io sono con voi e desidero aiutarvi, affinché cresciate nella rinuncia e nella mortificazione per poter capire la bellezza della vita di quelle persone che si donano a me in modo speciale. Cari figli, Dio vi benedice di giorno in giorno e desidera il cambiamento della vostra vita. Perciò pregate per poter avere la forza di cambiare la vostra vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Luisa Piccarreta (Libro di Cielo) - 8-43 Agosto 19, 1908 L’anima deve seminare il bene con tutto il suo essere.

(1) Avendo fatto la meditazione che chi semina bene raccoglierà bene, e chi semina vizi raccoglierà mali, stavo pensando quale sarebbe il bene che potrei seminare stando la mia posizione, miseria ed inabilità mia. In questo mentre mi sono sentita raccogliere e sentivo dirmi nel mio interno:

(2) “Tutto, tutto il suo essere l’anima deve seminare il bene; l’anima tiene una intelligenza mentale, e questa la deve applicare a comprendere Dio, a pensare sempre a bene, mai far entrare nella mente alcun seme cattivo, e questo è seminare bene con la mente; così della bocca, mai seminare seme cattivo, cioè parole cattive, indegne d’un cristiano, ma sempre dire parole sante, utili, buone, ecco il seminare bene con la bocca; quindi, col cuore amare solo Dio, desiderare, palpitare, tendere a Dio, ecco seminare bene col cuore; onde, con le mani fare opere sante, coi piedi camminare dietro gli esempi di Nostro Signore, ecco un altro seme buono”.

(3) Io, nel sentire ciò pensavo tra me: “Sicché nella mia posizione posso anch’io seminare bene ad onta della mia estrema miseria”. Ma pensavo a ciò con certo timore del conto che il padrone mi chiederà se ho seminato bene; e nel mio interno mi sono sentita ripetere:

(4) “La mia bontà è tanto grande, che molto male fa chi mi dà a conoscere per severo e molto esigente, rigorista; oh! che onta fanno al mio amore, Io non chiederò altro conto che del piccolo terreno loro dato, e non per altro chiederò conto che per darli il frutto dei loro raccolti, dando all’intelligenza, che quanto più mi avrà compreso in vita, altrettanto di più mi comprenderà in Cielo, e quanto più mi comprenderà, tanto più di gaudio e beatitudine verrà inondata, dando il raccolto alla bocca dei vari gusti divini, armonizzando la sua voce sopra tutti gli altri beati; alle opere dandole il raccolto dei miei doni, e così di tutto il resto”.