Il segretario generale dell'Onu è «profondamente preoccupato» per le notizie che arrivano dallo Stato islamico. Però lui ha un piano. A dire il vero - più che avercelo - ci sta lavorando. Ma - davanti al Consiglio di sicurezza dell'Onu convocato per la prima volta per discutere la questione delle «violenze contro le minoranze in Medio Oriente» (la definizione in nazioniunitese della persecuzione dello Stato Islamico contro cristiani e yazidi) - ha assicurato che un «Piano d'azione per prevenire l'estremismo violento verrà lanciato a settembre». Aggiungendo anche che lui conta molto sul sostegno di «un gruppo di donne e uomini autorevoli, con una profonda conoscenza degli ambiti religiosi, civili, culturali, accademici ed economici» che svolgano una preziosa consulenza «sulle dinamiche interne e la relazioni» tra i diversi gruppi etnici e religiosi della regione.